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La Veronica asciuga il volto di Gesù

(dal libro del profeta Isaia 53, 2-3)

Non ha apparenza né bellezza
per attirare i nostri sguardi,
non splendore per potercene compiacere.
Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia.

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La Veronica è protagonista di uno dei momenti di umanità che ci sono presentati in questa situazione di tragedia e di violenza descritta dalla Via Crucis.
Uno squarcio di attenzione, di prossimità; un inchinarsi verso il dolore.
Quanto c’è bisogno di Veroniche sulle tante vie della Croce delle nostre società, per i tanti Cristi carichi delle loro croci - materiali e spirituali - che aspettano qualcuno disposto ad asciugare lacrime e sudore, e detergere il sangue provocato dalle complici indifferenze della nostra vita.
Fortunatamente sono tante le persone che si dedicano al compito di asciugare il volto sofferente dell’uomo concreto di questo terzo millennio: con l’impegno personale, nel volontariato, partecipando ad iniziative di carità e assistenza, negli ospedali assistendo i sofferenti e i morenti.
Le testimonianze di carità, di attenzione alle condizioni disumane di tanti fratelli vicini (in queste nostre società del benessere) o lontani (in contrade o baraccopoli del sottosviluppo), di impegno concreto per ridare dignità e speranza nel domani agli uomini del nostro tempo e quindi a Te o Signore.
Sono, come diceva don Tonino Bello, i cristiani dell’ora giusta che soccorrono il ferito sulla strada di Gerico, o i cristiani dell’ora dopo che lo porta all’albergo e si fa carico che gli venga garantita tutta l’assistenza necessaria.
Forse è più difficile per noi essere i cristiani dell’ora prima, che mons. Bello individua in chi si impegna nel politico e nel sociale e che definisce in questo modo: «È necessario che egli ami prevedendo i bisogni futuri, pronosticando le esigenze di domani, intuendo i venti in arrivo, giocando d’anticipo sulle emergenze collettive, utilizzando il tempo che ordinariamente spreca nel riparare i danni a trovare il sistema di prevenirli. Se il Samaritano fosse arrivato un’ora prima sulla strada, forse l’aggressione non sarebbe stata consumata. Di qui l’assoluto bisogno di saper guardare lontano per saper additare in termini planetari i focolai da cui partono le ingiustizie, le guerre, le oppressioni, le violazioni dei diritti umani».
Questo può essere il lavoro entusiasmante ed efficace per chi vuole essere Veronica oggi.
Non ci resterà solo la Tua immagine sul nostro sudario; saremo noi stessi la tua immagine presente e viva fra gli uomini che ci camminano a fianco.

Carlo

Il Volto di Gesù che soffre suscita dolore e disprezzo, ma la Veronica che asciuga quel Volto non può aver provato solo disprezzo.
Chi ha conosciuto Gesù personalmente, ha visto ciò che aveva fatto e ha conosciuto quell’Amore di cui solo Lui era capace, vedendolo soffrire ha sperato che quel dolore e la morte non fossero la fine di tutto.
Solo chi aveva sperimentato la Sua forza poteva sperare che Lui impedisse la morte. E non era una speranza vana, perché lo avevano conosciuto!
Quella fede certa che ti permette di sopportare il dolore e ti fa desiderare il miracolo, è possibile solo se hai conosciuto personalmente Gesù; solo se hai visto il Suo Volto.
Questo vale anche per noi, oggi.
L’unica possibilità di avere questa fede forte, è che Gesù Cristo ci faccia compagnia tutti i giorni e si faccia riconoscere nei volti di chi ci guida e cammina con noi nella fede: il nostro Papa, il Vescovo, i nostri sacerdoti, ma anche e soprattutto i nostri amici, i nostri genitori, il marito, la moglie o i figli.
Guardando loro non possiamo che riconoscere l’Amore che Cristo ci riserva ogni giorno e rafforzati da questa certezza siamo in grado di affrontare la nostra sofferenza e quella delle persone che incontriamo; e sperando nella Misericordia di Dio, possiamo desiderare ragionevolmente la Resurrezione.

Marisa