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Gesù è deposto dalla Croce

(dal Vangelo secondo Marco 15, 42-43 46)

Sopraggiunta ormai la sera,
Giuseppe d'Arimatea, membro autorevole del sinedrio,
che aspettava anche lui il Regno di Dio,
comprato un lenzuolo,
calò il corpo di Gesù giù dalla croce.

Commenti

Aveva pregato, insieme al Figlio, all’inizio della Passione: «Sia fatta la volontà degli uomini». Anche lei come Pilato, seppur con una motivazione interiore tanto diversa, «consegnò Gesù alla loro volontà». Adesso che è morto, glielo restituiscono. Com'è stato ridotto dagli uomini, suo Figlio! E quante madri si vedono riportare tra le loro braccia i propri figli. Uccisi dalla droga, dall’alcol, dall’alta velocità sulle strade… Madri che hanno sofferto o soffrono per i loro figli. Com'è difficile il ruolo di madre. A volte pensi di aiutare i tuoi figli, cercando di dare dei consigli e magari vietare qualcosa per il loro bene. E poi venire uccise. Sì, madri che vengono uccise, e in questi ultimi tempi ne abbiamo purtroppo le testimonianze, perché avevano impedito qualcosa o qualcuno. Tutto questo, però, diventa una logica conseguenza in una società che spesso demanda l’educazione dei propri figli alla televisione che spesso offre modelli sbagliati e immorali. Com'è difficile essere madre oggi, come lo è stato per Maria. Lei che era stata scelta per portare nel proprio grembo il Salvatore, ora se lo ritrova morto tra le sue braccia. A te, Maria, che hai dovuto patire la sofferenza più grande, chiediamo di guardare a noi, spesso distratti dai tanti idoli che ci sono proposti, perché tra genitori e figli ci sia un dialogo sempre più vivo ed aperto e perché nasca un amore come lo era il tuo con tuo figlio Gesù.

Paolo

Dopo averti acclamato e festeggiato, ora ti girano le spalle e ti sbeffeggiano. Il discepolo che poco tempo fa ti voleva lavare i piedi e diceva che non ti avrebbe mai lasciato da solo, finge di non conoscerti e scappa. Tua madre e le altre donne non possono far altro che piangere. Il Padre che è nei cieli, nell’ora più triste della tua vita terrena, alla tua richiesta di aiuto, non può ascoltarti.
Fallito e perdente: questo si penserebbe di te se oggi fossi inchiodato alla croce, in un mondo dove contano i soldi e la carriera, dove il 20% più ricco della popolazione possiede l’82% di tutti i beni e i servizi. Ci siamo assuefatti ad un modo di vivere la nostra vita dove tutto è progettato talmente bene anche nei minimi particolari che se interviene qualcosa di esterno a modificarli sembra che tutto ci crolli addosso: sarebbero pochi quelli che reagirebbero ad un tale episodio, in silenzio, sapendo che ciò che accade non rientra nei nostri piani ma nei progetti di Dio.
Per noi uomini la croce vorrebbe dire che tutto è terminato, ma tu ci insegni che è diverso. La tua “storia” non ha qui la fine, ma ha nella tua passione e morte l’inizio. La tua non è la morte di uno sconfitto, ma del vincitore sul peccato. Sotto la Croce ti attende tua madre con le mani aperte, le stesse mani che ti accolsero con gioia dopo l’annuncio dell’Angelo.
E sotto la Croce, con tua Madre, non dobbiamo avere paura di stare anche noi, a meditare sulle tante croci dei giorni nostri: a chi si affida a indissolubili amicizie, purtroppo solo di facciata che si sfaldano ai primi disaccordi e che rimangono soli, chiusi in loro stessi; alle popolazioni vittime della guerra, chi provato da anni di scontri etnici e chi liberato da una dittatura e ora alle prese con un’altra dittatura travestita da democrazia, che vedono sempre più lontana una speranza di pace; a quelli abituati al lusso, al benessere, al potere che da un giorno all’altro vedono crollare tutto e non hanno niente di solido a cui aggrapparsi, a quella ragazzina africana che risponde al missionario, che l’avvertiva che se si andava a prostituire rischiava di prendersi l’aids: «Scrivi su un pezzo di carta “morta per fame” e su un altro pezzetto “morta per aids” e tira a sorte: uno vale l’altro». Dobbiamo essere noi a far scendere questi “nuovi crocefissi” dalle loro croci, accoglierli tra le nostre braccia e seguirti sulla via della Pace come Tu ci hai insegnato.

Paolo